“La beatificazione declassata”
Ancora informazione, ebbene si!
Forse perché, come si diceva, l’informazione è quanto di più indispensabile, ai giorni nostri; o forse perché i giornalisti, intendo quelli bravi, sono oggi messi a correggere bozze e reclusi nei loro piccoli, grandi e reclusi lavori di denuncia, tempi in cui
Insomma, siamo qua, e per ora possiamo soltanto decodificare… in fondo questa è la comunicazione.
· Il mittente codifica il messaggio,
· che tramite un referente invia al destinatario,
· che poi decodifica lo stesso facendolo informazione.
Ma quando il mittente codifica con leggi, sempre valide, ma diverse da quelle che il destinatario percepisce di utilizzare in base al tipo di messaggio che si trova davanti, capisco che è come se un canguro siberiano, parlasse in canadese, ad uno struzzo peruviano sordo; e come ripete sempre un piccolo filosofo di strada di mia conoscenza: “ … è un bordello!”
Qualche giorno fa, le trasmissioni italiane in toto, parlavano della “tanto attesa beatificazione di Papa Giovanni Paolo II”.
I mezzi televisivi erano invasi da testimonial d’onore come Lorena Bianchetti (per i più l’ex conduttrice di una delle fabbriche di disgrazie finte, del mondo televisivo, “al posto tuo”, nello specifico) e suoi pari, con specialisti in miracoli ed altre concessioni divine, e studiosi della causa Papale.
Violentando il telecomando con lo zapping, era come assistere ad un reti unificate; stessi copioni con facce diverse, che ripetevano quanto splendido e fulgente fosse stato il defunto Pontefice; con quale tenacia e bontà d’animo abbia egli fatto da collante tra le società; quanto belli, anche i calzini da notte, che soleva indossare nelle notti più fredde.
Uno sproloquio enorme, insomma, su di un uomo che (suo malgrado) è divenuto nel tempo una pedina facile nelle mani del potere religioso ed in quello mediatico.
Ogni uno di quei personaggi ambigui, portava avanti la sua conoscenza dei fatti e le sue teorie su quelle parole che un altro uomo, al tempo in veste papale, aveva avuto l’onere di pronunciare nella buona fede che dagl’occhi gli traspariva; tutti a glorificare come loro, le fatiche della malattia e della vecchiaia che quell’uomo seppe portare dignitosamente fino alla fine. Un network, intento alla strumentalizzazione brutale dello stesso uomo che ora con dolci parole ora con quelle più dure attraversò il mondo con le sue culture (a nostre spese, ma spese fatte quasi… bene!) portando il messaggio d’uguaglianza, che mai realmente è stato ascoltato da chi in questi giorni ha avuto a che commentare.
Magari quell’uomo non avrebbe mai voluto essere stampato sulle immaginette da album che circolano di lui, come di Padre Pio e di tanti altri.
Tra le facce del pubblico, dei diversi talk show o programmi d’approfondimento, che dir si voglia, era visibile qualcuna di queste (pochissime per il vero), data la discordanza con l’ambiente che le circondava, di pace ed amore da fiction; qualcuno che si trovò ad un passo dall’alzarsi per dire: “ SILENZIO…. Servi del Dio denaro!”
ma la lotta sarebbe stata dura contro Tv, giornali, nuovissimi e scintillanti siti web in flash, inserti, che ci sbatteranno addosso per un po’ fino ad invaderci persino nelle menti e farci vedere il buon Karol come loro lo vogliono vedere.
poteva sollevarci soltanto il fatto che nessuno calcolava di striscio, quello odierno di Papa!







