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venerdì, 25 maggio 2007

libertà

 

“Liberi, liberi siamo noi, però liberi da che cosa…”

Recitava, quasi un ventennio fa, una canzone di Vasco Rossi;    non sorprende anche voi quanto attuale sia questa singola frase?

Quante volte hanno inneggiato alla libertà popoli interi, nel corso dei millenni.       Da sempre per libertà si è inteso:  la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. La libertà in senso più ampio è anche la facoltà dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge. (Wikipedia).

 

   Pertanto colui che toglieva tale facoltà, lo faceva in maniera brusca ed ovviamente contro la volontà dell’altro che, nella maggior parte dei casi, era cosciente di questo.

 

Oggi, invece, vi siete mai chiesti se siamo davvero liberi?

Liberi di comprare ciò che ci pare, senza cadere nella trappola dei “consigli per gli acquisti”; di scegliere se entrare in guerra con uno stato o no, considerando che non si usa neanche più il termine “entrare in guerra”, ma si preferisce la più dolce frase “missione di pace” anche se sono i carri armati ad arrivare sui luoghi da pacificare; di spostarci per lavoro o divertimento davvero dove ci pare?

 

Personalmente non sarei sicuro del mio…                    SI!

 

Oggi si è complicato tutto, anche il modo di togliere quel principio fondamentale di qui parlavamo, che non mi va neanche di citare più, talmente è stato aberrato il suo vero senso!

  Sono sempre i potenti di turno ad attuare qualunque squallida strategia per privarcene, ma adesso lo fanno in modo diverso.  Non sono più plateali, ne usano la forza fisica (con le dovute eccezioni).            Hanno affinato la tecnica, ci strumentalizzano con la dolcezza, ammaliandoci, e poi ci reputano “la stupida massa” o come target, obbiettivo.  Siamo noi oggi gli obbiettivi sensibili su cui mirano.

        Ci bombardano di pubblicità, veicolandoci verso i loro negozi ad ingrossare il loro potere economico già enorme,  ci vendono e ci ricomprano infiocchettati come bei regalini riempiendoci della speranza che “lavorano per noi”.

 

L’ italia tutta ormai è divenuta la colonia di qualcun altro.    

Anche se l’informazione nazionale ci mostra  come liberi ed in progresso,  ma basta dare un’occhi alla nostra Italietta da un obbiettivo esterno per accorgersi che non è realmente così.        

Il giornalista Richard Perle, in un articolo sul Financial Times del 16 marzo 2006, ci ha sapientemente descritti come un paese che sta seguendo a buon ritmo la strada dell’Argentina, verso la rovina.

Inoltre i capitali provenienti dall’estero, sono sempre stati favoriti dai nostri cari governi, rendendo così la maggior parte delle nostre grandi aziende in mano straniera, anche se la nostra economia, già debole, è destinata a galleggiare (nel migliore dei casi) seguendo questa via.

A monte di ciò stanno le scelte e le imposizioni americane che vanno a modellare, non solo i nostri stili di vita ma anche le nostre costituzioni (vedi legge Biagi, che legalizza lo sfruttamento dei lavoratori).

 

“Liberi, liberi non siam più…”      sarebbe meglio dire oggi!

                                                                                                          

  

postato da: ideeconfuse alle ore 00:42 | Link | commenti (1)
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venerdì, 04 maggio 2007

«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta. Io non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana»

 

Questa è la frase incriminata!  La grande “neo-inquisizione” lo ha sancito!

 

Il contesto è  il sodalizio che ogni anno, si approssima a concerto che vuole rappresentare tutti i sentimenti positivi legati al lavoro e a chi lo svolge; la data è sempre quella del 1 MAGGIO.

 Il cosiddetto, concertone del primo maggio, è una piazza, una finestra affacciata su milioni di persone (direttamente o via Tv, radio..), pertanto, porta con se una possibilità comunicativa di tutto rispetto.   Il problema è, come sovente accade, il velo pietoso che viene avvolto attorno alla bocca dello stesso evento, di modo da evitare, non solo “notizie” libere, ma anche soltanto frasi buttate là, che da un libero pensiero potrebbero scaturire; e tutto funziona sempre benissimo (come poco in Italia).

 

Potrebbe, infatti, accadere che qualcuno, salito sul palco ed armato di microfono, credendo davvero di trovarsi in un luogo dove la libertà di pensiero è oramai una sicurezza, e che non rischia nulla con questa; possa questi sparare a zero su un onorevolessimo personaggio, magari in quel momento assente, per i suoi soliti impegni onestamente truffaldini, il quale può così subire, neanche tanto le ire di chi sotto di lui perisce (senza saperlo neanche), ma più che altro, far fermare a pensare per un attimo.        Pensare…..

Che stoltezza credere ancora di far pensare, senza considerare i rischi che da quest’atto possono venir fuori per il povero potentello con le mani ovunque e la bocca piena di morale.

 

Fu così, che quel ragazzetto, rispondente al nome di Andrea Rivera (uno dei tre conduttori del concertone), si fece scappare la suddetta frase.    Allora tutti a discolparsi, tutti a distaccarsi da quel comportamento tanto irresponsabile, lanciando nel frattempo, allo stesso Andrea occhiataccie velenose e teorie su come farlo fuori segnando un recordo di velocità.

I segretari sindacali per primi, quindi l’organizzatore dell’evento (caspita potrebbe rischiare il posto in prima persona…   mica fagioli…?!).     E quell’omino, vestito sempre di bianco, che dalla sua finestra, di nascosto, ascoltava come tutti, scosse la testa “no no no!”, “cavolo lo madavano in onda con quindici minuti di ritardo, per evitare proprio queste cose…”.

 

E pensare che eri uno bravo, Andrea.    Sarà difficile adesso cercare un altro lavoro, per uno scanzonato come te, che però è ancora impuntato sul fatto di voler pensare autonomamente.   

 

Ed ecco che si alza il coro del            “ morte tua, vita mia” !

postato da: ideeconfuse alle ore 01:44 | Link | commenti (3)
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