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sabato, 28 aprile 2007
Ci siamo quasi,

abbiamo imboccato la piccola e perpendicolarissima via XXXI maggio, dal Viale Mario Rapisardi.   Andiamo piano…   ecco subito a destra per via Pietro Maroncelli…     possiamo sostare al numero “5”! 

E’ piuttosto larga la strada ed il parcheggio non sarà un problema.     Tutti in ascensore non c’entriamo, quindi i più volenterosi che si propinino a piedi fino a terzo piano.

Dall’anonimo corridoio, solo di recente originalizzato da una lunga treccia di palloncini di varia cromatura attaccati al tetto; basta la fatica di tre passi corti per abbassare la maniglia della porta di legno bianco di scarsissima fattura subito a destra.       Il mondo che vi si aprirà davanti non ha l’arroganza di essere da tutti carpito.    Subito ci salterà addosso il letto disfatto dai sogni turbati della notte prima, con il coloratissimao telo da mare, che personalmente vi ho inchiodato  nella parete che circonda da due lati il continente onirico.   Leggermente a sinistra ci illumina la rifrazione solare che, tenue, entra dalla porta che da sul balcone, che a sua volta, gira attorno allo stabile.     Mentre nella parete, sinistra dal letto, i frammenti attaccati sono dei più illogici; persino una latta porta bottiglia di wisky del Tennesy, dove il peso originale è, ovviamente, stato messo a dieta rigida.

 Ancora a sinistra, nella stessa parete ci si può genuflettere davanti a quel grand’uomo delle sinistre e delle vere libertà, che è l’amico Ernesto. 

Solo se l’occasione lo richiede, e si è entrati fino al centro della stanza, si può vedere il continente di gestione, che accoglie la parte comunicativa, che lega il mondo interno, alla stanza con quello esterno ad essa.      Il PC la fa da padrone, con le pile di tazzine da caffè di diversi servizi, qualche fazzolettino, magari una o due scatole di sigarette vuote e matite, penne, libri e quaderni, fogli e forbicine.    Nella parete sovrastante il monitor, si possono gustare ricordi stampati su supporto cartaceo, in schiere scomposte; quasi presentati alla vista da un leggero foular disposto in maniera avvolgente in un angolo della stanza.

Mentre dietro di voi ci sarà il lato delle cose che non uso, ne sposterò, mai; di cui specchi rotti, candele bruciacchiate, altri libri, utensili inutili.

  E soltanto a questo punto, vi accorgerete del nastrino di carta che starete, inconsapevolmente, massacrando, che scende giù dal lampadario.  E forse per il dubbio (delle cose che possono spuntare alla vostra attenzione) o per caso, scruterete anche il pavimento, lastricato di una scadentissima copertura cementizia.

 

Questo è il mondo che da più di un anno è diventato….  Il mio mondo…  privato!

 

postato da: ideeconfuse alle ore 02:37 | Link | commenti (1)
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mercoledì, 04 aprile 2007

“La beatificazione declassata”

 

Ancora informazione, ebbene si!

Forse perché, come si diceva, l’informazione è quanto di più indispensabile, ai giorni nostri; o forse perché i giornalisti, intendo quelli bravi, sono oggi messi a correggere bozze e reclusi  nei loro piccoli,  grandi e reclusi lavori di denuncia, tempi in cui la Guzzanti ha l’arduo compito d’ informarci su quanto succede, riguardo l’oscurantismo che applicano le lobby televisive su trasmissioni tropo informative…     tempi in cui, Beppe Grillo deve sentire il bisogno di parlare di truffe telefoniche e “parlamento pulito”.

Insomma, siamo qua, e per ora possiamo soltanto decodificare…     in fondo questa è la comunicazione. 

·         Il mittente codifica il messaggio,

·         che tramite un referente invia al destinatario,

·         che poi decodifica lo stesso facendolo informazione.   

 

 Ma quando il mittente codifica con leggi, sempre valide, ma diverse da quelle che il destinatario percepisce di utilizzare in base al tipo di messaggio che si trova davanti, capisco che è come se un canguro siberiano, parlasse in canadese, ad uno struzzo peruviano sordo; e come ripete sempre un piccolo filosofo di strada di mia conoscenza:                                                                             “ … è un bordello!”

 

  Qualche giorno fa, le trasmissioni italiane in toto, parlavano della “tanto attesa beatificazione di Papa Giovanni Paolo II”.    

       I mezzi televisivi erano invasi da testimonial d’onore come Lorena Bianchetti (per i più l’ex conduttrice di una delle fabbriche di disgrazie finte, del mondo televisivo, “al posto tuo”, nello specifico) e suoi pari, con specialisti in miracoli ed altre concessioni divine, e studiosi della causa Papale.

      Violentando il telecomando con lo zapping, era come assistere ad un reti unificate;  stessi copioni con facce diverse, che ripetevano quanto splendido e fulgente fosse stato il defunto Pontefice; con quale tenacia e bontà d’animo abbia egli fatto da collante tra le società; quanto belli, anche i calzini da notte, che soleva indossare nelle notti più fredde.

 

Uno sproloquio enorme, insomma, su di un uomo che (suo malgrado) è divenuto nel tempo una pedina facile nelle mani del potere religioso ed in quello mediatico.

Ogni uno di quei personaggi ambigui, portava avanti la sua conoscenza dei fatti e le sue teorie su quelle parole che un altro uomo, al tempo in veste papale, aveva avuto l’onere di pronunciare nella buona fede che dagl’occhi gli traspariva;   tutti a glorificare come loro, le fatiche della malattia e della vecchiaia che quell’uomo seppe portare dignitosamente fino alla fine.        Un network, intento alla strumentalizzazione brutale dello stesso uomo che ora con dolci parole ora con quelle più dure attraversò il mondo con le sue culture (a nostre spese, ma spese fatte quasi… bene!) portando il messaggio d’uguaglianza, che mai realmente è stato ascoltato da chi in questi giorni ha avuto a che commentare.

  Magari quell’uomo non avrebbe mai voluto essere stampato sulle immaginette da album che circolano di lui, come di Padre Pio e di tanti altri.    

Tra le facce del pubblico, dei diversi talk show o programmi d’approfondimento, che dir si voglia, era visibile qualcuna di queste (pochissime per il vero), data la discordanza con l’ambiente che le circondava, di pace ed amore da fiction; qualcuno che si trovò ad un passo dall’alzarsi per dire: “ SILENZIO…. Servi del Dio denaro!”

 

ma la lotta sarebbe stata dura contro Tv, giornali, nuovissimi e scintillanti siti web in flash, inserti, che ci sbatteranno addosso per un po’ fino ad invaderci persino nelle menti e farci vedere il buon Karol come loro lo vogliono vedere.

 

poteva sollevarci soltanto il fatto che nessuno calcolava di striscio, quello odierno di Papa!

postato da: ideeconfuse alle ore 03:16 | Link | commenti (1)
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